Review Libri

[REVIEW LIBRI] “L’amore è un difetto meraviglioso” – Graeme Simsion

Buongiorno ragazze!

Oggi nuovo post su un libro che ho appena finito di leggere e che mi è piaciuto molto (voto: 4/5).

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Questo libro è uscito nel 2013 ed il primo, per ora di due, che racconta la storia del Professor Donald Tillman, docente di genetica presso l’università di Melbourne.
Di solito non amo molto leggere libri romanzi che parlano d’amore però, come tutte, credo, lettori mi faccio molto condizionare dai titoli e, giuro a volte, anche dalle copertine stesse. Questo libro ha acceso la mia fantasia proprio per questi motivi e, al solito, è difficile che mi sbagli.
Infatti.

La storia è incentrata su questo personaggio alquanto strano, strano per i canoni di comportamento che siamo abituati a vedere nelle persone. Don è asociale, non prova empatia, fa sempre quello che crede giusto e si comporta di conseguenza facendo grossi guai.
Il libro si apre raccontando di un dibattito sulla sindrome di Asperger e da questo si deduce, senza mai dirlo per altro, che i problemi di Don nascano proprio dal fatto di soffrire di questa malattia.
Il fatto è che Don è solo. Ha due amici e una vita completamente instradata che non può, pena il sovraccarico emotivo con i problemi che ne conseguono, essere variata in nessun modo. Così lo troviamo che prepara la “cena del martedì” con gli ingredienti che ha comprato apposta.
Deve trovare moglie e per questo, elabora un test per scremare il più possibile le donne, un test a risposte multiple che dovrebbe evitargli problemi in futuro con la persona che diventerà sua moglie.
A questo punto, Gene, uno dei suoi amici, gli manda (a tradimento) una sua allieva, Rosie, che niente ha che possa andare bene al Professor Tilmann…

Ok. Fin qui la storia.
Del libro mi è piaciuto molto il tono leggero ma nello stesso tempo attento alla psicologia del personaggio principale. Una storia universale e toccante su come riconciliare al meglio logica ed emozioni, testa e cuore, e connettere le nostre vite con quelle degli altri, anche quando queste, sembrano non collidere su niente.

Ora, non mi resta che comprare anche il secondo libro della serie e continuare a leggere le disavventure di Don, che nel frattempo si è trasferito a New York.

Spero che questa recensione vi sia piaciuta e che, magari, vi abbia fatto venire voglia di comprare questo libro. Se invece lo avete letto, ditemi cosa ne pensate e se lo consigliereste.

Alla prossima.

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